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Ho appena iniziato a girovagare senza meta per le stradine dei sassi che da una finestra mi giungono le note di Imagination di John Lennon. Non ricordo le parole ma d’istinto penso che l’immaginazione sia la chiave giusta per fotografare questo luogo. Scelgo quindi di puntare l’obiettivo non sui panorami ma sui particolari che più mi consentono di immaginare la realtà di altri tempi. Nel salire e scendere strette vie e vicoli viste diverse attraggono la mia attenzione: una scalinata, una finestra aperta sul nulla, Vecchie porte che lasciano immaginare attività antiche, piccole immagini su un muro. Di fronte, le grotte del Parco delle Murge, come orbite del passato che guardano il futuro. Immagini solitarie nelle chiese rupestri testimonianti professioni di fede senza fasti. Un’insegna m’incuriosisce ed entro. Trovo la riproduzione di Matera in Miniatura e All’interno di una stanza attigua, un artista scolpisce sul tufo un particolare dei Sassi. Mi accorgo di avere fame e di fronte uno stendardo annuncia: Cucina Lucana” Entro e mi accoglie una giovane donna, la cuoca tutto fare della trattoria. Si parla di Matera, della sua trasformazione sociale e della sua ambizione a presentarsi l’anno prossimo come degna Capitale Europea della cultura. Riprendo il cammino e, In una piazza di fronte ad un negozio, la forma del pane tradizionale, detto alto, risveglia la mia voglia di conoscerne la storia. Passo così una nottata in uno dei pochi forni a legna rimasti. Il mastro fornaio mi racconta che il pane a Matera è stato per secoli quasi l’unico alimento della popolazione e tutt’ora nel suo forno viene prodotto secondo la tradizione: semola di grano duro, acqua e lievito madre. L’unica concessione alla modernità è l’impastatrice meccanica; ma è il mastro fornaio che, con un pizzico nell’impasto decide quando è pronto per la prima lievitazione. Poi la formatura a mano come una piccola montagna; i tre tagli alla base per la benedizione (in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo) e infine, quando si spegne la fiamma nel forno, le forme vengono infornate. Un paio d’ore dopo eccolo uscire odoroso e croccante. Nella notte Matera diventa magica: vicoli deserti illuminati da luci calde che trasportano in epoche lontane; panorami che la trasformano in un suggestivo presepe, dove ti aspetti che appaia la Stella Cometa. Poi, lentamente cala la nebbia che l’avvolge nel silenzio e che tutto sfoca. Un momento irreale che trasporta in tempi antichi. Vorrei trasmettere a chi guarda queste fotografie le mie emozioni e suggestioni. Intessere una confidenziale narrazione ed estendere un esplicito invito a visitare Matera che ha ben meritato la nomina di Capitale Europea della Cultura 2019.